 |

Help vittime
Guidatore designato
Parco dell'educazione stradale
I bambini e le strade
Vademecum dell'utente della strada
Strade maltenute
»» La sicurezza stradale vista dagli italiani
CARTE DEI DIRITTI:
• Diritti e doveri degli utenti giovanili
della strada
• Diritti delle vittime della strada
CONVEGNI:
• L'insicurezza stradale: La Scilla e Cariddi dei
giovani (ottobre 2003)
• Modernità e diritti (ottobre 2002)
PARI OPPORTUNITA'
• Ricominciamo da 51 (maggio 2003)
|
|
La
percezione della sicurezza stradale
Sondaggio Nazionale in 26 domande
scarica i risultati del sondaggio (prima
e seconda parte)
Roma, 9 dicembre 2004 - Sono stati presentati all’Istituto Luigi
Sturzo i risultati di un sondaggio effettuato da IPR Marketing per conto
della Fondazione Luigi Guccione su un campione di 1.000 persone rappresentativo
della popolazione italiana tra i 14 e i 54 anni (interviste telefoniche,
metodo CATI) su “la percezione della sicurezza stradale”. La patente a
punti, la patente a 16 anni, le strade e le responsabilità dei gestori,
il guidatore designato, la sicurezza in auto, la segnaletica stradale,
i controlli delle forze di polizia, le assicurazioni, l’inquinamento delle
città, la chiusura dei centri storici, i 150 Km/h in autostrada, l’assistenza
alle vittime, ed altro ancora... Il primo sondaggio in Italia sulla sicurezza
stradale così come la vedono gli italiani: 26 domande strutturate e oltre
15 temi e argomenti. Dal sondaggio emerge un dato fondamentale molto forte:
il 12% del campione nell'ultimo anno ha subito un incidente stradale a
causa della scarsa sicurezza delle strade. Dal sondaggio la percezione
sulla sicurezza stradale varia. C'è una risposta emotiva da parte degli
intervistati che "metabolizzano" un complesso di colpa rispetto ad un
impatto mediatico che "impone" la causa dell'incidentalità alla responsabilità
di chi guida. Da un'altra prospettiva se si pongono, cioè, domande su
fattori di sicurezza (asfalti, segnaletica,cattiva manutenzione delle
strade, ecc.) le persone intervistate non danno risposte pensando che
la sicurezza stradale dipenda dai soli guidatori. Si passa da risposte
di carattere emotivo a risposte razionali che collocano il problema dell'insicurezza
stradale non solo sull'incapacità di chi guida ma anche sullo stato e
condizioni delle ????D?infrastrutture e della loro gestione e manutenzione.
C'è un passaggio: dal "subire" l'impatto del condizionamento mediatico
(alta velocità, distrazione del guidatore ad esempio, ecc.) al riconoscimento
dei punti di debolezza del sistema delle infrastrutture. Infrastrutture
che insieme al fattore umano e ai veicoli rappresentano il quadro d'unione
vero che individuano le cause dell'incidentalità stradale. Percezione
della sicurezza stradale. E’ il 74% a dichiararsi molto/abbastanza sicuro
in auto. E questi si dicono sicuri dell’auto (13%) e sicuri della guida
(77%). Le strade urbane sono quelle dove gli intervistati si dicono più
sicuri, seguono le superstrade, le autostrade, le tangenziali. Se infatti
il 25% degli intervistati dichiara di non sentirsi sicuro in auto, con
una maggiore tranquillità nella percorrenza delle strade urbane (70%)
e maggiore timore nei confronti delle tangenziali e strade a scorrimento
veloce (55%), la maggioranza degli italiani, nel passaggio dalla percezione
all’analisi della concreta esperienza e valutazione della sicurezza, esprime
un giudizio negativo della situazione della viabilità urbana: il 55% ritiene
che sia poco o per nulla buona, con una prevalenza di giudizi negativi
nel sud (63%) rispetto al nord (47%). Nella valutazione dei diversi fattori
di sicurezza, sono proprio le condizioni del manto stradale (valutata
come molto/ abbastanza sicura dal 18% degli intervistati) , della segnaletica
nelle strade di città (53%) e della chiarezza e tempestività di informazioni
riguardanti traffico e viabilità (47%) ad essere valutati con maggiore
severità, con una valutazione ancora più negativa da parte degli intervistati
non guidatori (il 40% dei quali valuta positivamente questo aspetto).
La media della valutazione di tutti i diversi fattori, che riassume in
un indice la sicurezza dei diversi tipi di strade conferma che sono proprio
le strade urbane, in realtà, ad essere quelle più pericolose, nel passaggio
dall’analisi della percezione all’analisi dell’esperienza concreta di
ognuno????D?. Se infatti l’indice medio di sicurezza delle strade urbane
è di 48, molto al di sopra si collocano gli altri tipi di strade. Per
quanto riguarda le strade statali o superstrade, infatti, se la presenza
delle colonnine di soccorso è il fattore di sicurezza valutato meno positivamente
(28%), insieme alla presenza delle aree di sosta (44%), l’indice medio
di questa categoria di strade è di 50. L’analisi delle strade a scorrimento
veloce e delle tangenziali, che nella percezione erano valutate come le
più pericolose, vede tra gli elementi negativi dei fattori di sicurezza
la presenza delle colonnine di soccorso (44%), la presenza della polizia
stradale (49%) e la chiarezza e tempestività delle informazioni su traffico
e viabilità (49%) vede ancora una volta un indice medio di sicurezza migliore
(58) di quello delle strade urbane. Le autostrade infine, vengono valutate
positivamente dalla maggioranza degli intervistati, nella valutazione
dei singoli fattori di sicurezza (il meno positivo è la presenza della
polizia stradale, 52%), sebbene con minori percentuali positive da parte
degli intervistati non guidatori, e l’indice medio di sicurezza è di 69.
La valutazione negativa delle strade urbane viene oltretutto confermata
anche dalle risposte fornite da coloro che dichiarano di aver subito nell’ultimo
anno un incidente dovuto a scarsa sicurezza della strada o della viabilità
(12% degli italiani): il 59% di questi incidenti infatti, si è verificato
su strade urbane, contro il 36% su strade extra urbane. Il vissuto della
sicurezza stradale. La viabilità nelle città è valutata poco e per nulla
buona dalla maggioranza del campione (55%). Più alte le percentuali tra
i giovani 18-34 anni (69%), tra chi non guida (63%) e al sud (63%). Per
migliorare la vivibilità cittadina è stata proposta la chiusura dei centri
storici ai mezzi a 2 e 4 ruote e piace a ¾ del campione (il 76% vede positivamente
la realizzazione di questo provvedimento e quindi la pedonalizzazione
di ampie aree). Percezione dell’inquinamento in????D? città. C’è infatti
una diffusa consapevolezza della gravità del fenomeno dell’inquinamento
ambientale soprattutto nelle grandi aree urbane. Il 58% del campione lo
ritiene molto/abbastanza grave e tale consapevolezza però diminuisce con
il crescere dell’età: tra i 14-17 (71%), tra i 18-24 (64%), tra i 25-34
(60%) e tra i 35-54 (56%), tra chi guida rispetta a chi non guida (61%
contro il 46%), più avvertita al nord (68%) rispetto al centro (56 %)
e al sud (48%) e nei comuni capoluogo di regione (87%) rispetto a chi
risiede in altri comuni (53%). Innalzamento dei limiti di velocità a 150
Km/h in alcune tratte autostradali. Si tratta di un provvedimento che
appare condiviso dalla maggioranza assoluta del campione (57%) anche se
non va sottovalutato che un 42% lo approva poco o per nulla. Un provvedimento
che spacca a quasi a metà il campione. Favorevoli i guidatori (60%) più
che in non guidatori (47%), i giovanissimi 14-17 anni (66%), chi abita
al nord (63%) che chi abita al centro (54%) e al sud (52%), chi abita
in un capoluogo di regione (62%) contro chi abita in altri comuni (56%).
Nel sondaggio la Fondazione Luigi Guccione ha posto al campione dei test
che hanno avuto un alto livello di consenso. 1. Per la sicurezza di strade
e autostrade. L’idea di proporre un Ministero della sicurezza stradale
o anche una valutazione a punti sul modo in cui le strade e autostrade
vengono tenute o una carta dei servizi fornita dai gestori di strade e
autostrade appaiono idee “premiate” dagli intervistati con un livello
di consenso che supera l’80%. (Ministero 88%, Patente a punti per i gestori
di strade e autostrade 87%, Carta dei Servizi 85%). Aldilà della percentuale,
è importante il dato dell’omogeneità a sottolineare il fatto che si tratti
di iniziative capaci di rispondere ad un reale interesse di tutte le categorie,
assolvendo pertanto ad un bisogno di “rassicurazione” che è sociale prima
che effettivo e “reale” da parte degli intervistati. 2. Sicurezza dei
giovani a volante. Guidatore designato. (giovane che si im????D?pegna
a non bere ed entra gratuitamente in discoteca impegnandosi a portare
a casa altri che avendo bevuto rischierebbero). La proposta ottiene un
ampio livello di consenso presso tutti gli strati del campione. Raggiunge
in media l’85% e risulta gradito in particolare ai giovanissimi (14-17
anni, 97%) e a chi ha figli (86%) più che ai non genitori (82%). Patente
a 16 anni. L’idea di far sostenere la patente a 16 anni risulta molto
o abbastanza condivisa da appena un quarto degli intervistati. Anche in
questo caso i giovanissimi sono le categorie maggiormente favorevole (78%),
mentre i genitori (23%) appaiono un po’ meno d’accordo dei non genitori
(30%) a questa proposta. Il voto amministrativo a 16 anni. Anche se non
ha una relazione diretta con la sicurezza stradale questa proposta della
Fondazione Luigi Guccione tende ad un forte coinvolgimento diretto dei
giovani (“Cittadini a 16 anni?”, il provocatorio tema di un’iniziativa
recente della Fondazione) e delle famiglie alla partecipazione dell’attività
sociale e civile. 3. Assistenza alle vittime. Anche l’idea di promuovere
la realizzazione di Centri di assistenza (psicologica, psichiatrica, medico-sociale,
legale) alle famiglie delle vittime di incidenti stradali ha avuto un
alto livello di successo presso gli intervistati segno di sensibilità
forte esistente sull’argomento. E’ l’89% del campione a condividere l’opportunità
di realizzare questi centri e lo giudica utile l’87%. Le strade protagoniste
di drammi umani. Oltre 3.000 giovani tra i 15 e 29 anni muoiono ogni anno
a causa di incidente stradale. Dal dopoguerra ad oggi sono morte in Italia
circa 400.000 persone. E' come se fossero scomparsi tutti gli abitanti
di Varese, Mantova, Reggio Emilia, Siena e Cosenza messi insieme. E nell'ultimo
decennio è come se gli abitanti di Venezia fossero diventati improvvisamente
invalidi gravi in carrozzella. Come se si “schiantasse” un Jumbo ogni
settimana, tutte le settimane. Possiamo dire quindi che siamo davanti
a un fenomeno sociale grave e non solo per gli ????D?ingenti costi che
produce ogni anno: oltre 33 miliardi di euro (65.000 miliardi di vecchie
lire), del tutto sottovalutato da Istituzioni, privati, media e cittadini.
Cause diverse (veicoli troppo potenti, comportamenti umani irresponsabili,
infrastrutture viarie maltenute, appunto) spesso nascoste o sottovalutate.
Imputati i comportamenti dei guidatori e quasi sempre "assolti" costruttori
di veicoli e gestori di strade. Cosa può essere fatto per porre rimedi?
Sarà necessario arrivare ad una sorta di patente a punti anche per i gestori
delle strade (revoca della concessione e affidamento ad altri gestori)
per giudicarne l'operato e la qualità del servizio offerto. Potrebbe essere
utile una Carta dei servizi per regolamentare per legge i diritti degli
utenti. Di questo hanno discusso anche in un "Botta e Risposta" – organizzato
dalla nostra Fondazione e da AISES al Secondo Salone Internazionale della
Sicurezza Stradale di Rimini il 12 novembre scorso - organizzazioni professionali
e delle utenze deboli (Associazione Italiana Segnaletica e Sicurezza,
Fondazione Luigi Guccione, Federazione Cammina Città, Associazione Italiana
Familiari e Vittime della Strada, Coordinamento Nazionale Organismi per
la Sicurezza Stradale, Centro per i Diritti del Cittadino, Associazione
Motociclisti Incolumi, Associazione Italiana per l’ingegneria del Traffico
e dei Trasporti, Associazione Azionisti Società Autostrade, Federazione
Italiana Amici della Bicicletta). Unanime consenso sui temi dibattuti
e sulle “terapie” da adottare. In particolare nel considerare la strada
un “servizio” al pari dell’energia elettrica, del gas, del telefono, del
trasporto pubblico locale e di quello ferroviario, ecc. E prevedere quindi
una legge “ad hoc” che ne disciplini l’attività e le responsabilità in
ordine all’esercizio. Per legge , appunto. Bisogna predisporre le linee
guida di un disegno di legge che preveda la strada come servizio e l’istituzione
di un’autorità (ministero per la sicurezza e la mobilità, un’Autority
o un’Agenzia) in grado di supportarla. Ma senza investimenti finanziari
non si fanno politiche di sicurezza sulla strada. E sono già due anni
che il Governo non finanzia il Piano nazionale per la Sicurezza Stradale
come sarebbe necessario fare: 1.000 milioni di euro all'anno per 3 anni
(2005/2007). Cambiare "registro", invece, sarebbe un passo in avanti deciso
verso la sicurezza stradale.
scarica i risultati del sondaggio (prima
e seconda parte)
|
|
 |